CRONACA DA “MILANABAD”. FANATICO MUSULMANO SFREGIA RAGAZZA MAROCCHINA
Fra il surreale e l’amaro crepuscolo di una nazione (chissà se reversibile, francamente ho notevoli dubbi).
9 luglio 2026. Fermata Duomo della metropolitana di Milano, linea gialla: il ventisettenne algerino Mohammed Saidi aggredisce, sfregiandola gravemente al volto con una coltellata, la povera ventiduenne Fatima, marocchina lavoratrice intermittente nel settore delle pulizie.
La sua “colpa” agli occhi dell’esagitato, averlo secondo lui musulmano di sesso maschile, ella che è una donna oltretutto abbigliata in foggia assolutamente occidentale a quanto pare da una foto, fissato in modo insistente. «Che c… guardi?», le ha domandato irato, al che la ragazza si è giustificata dicendo che parlava semplicemente con un’amica.
Ma le cose vanno avanti verso il più o meno irreparabile: insulti da parte sua, spintoni, pugni, sputi.
Mentre Fatima estrae il cellulare tentando invano di chiamare le forze dell’ordine, Mohammed tira fuori ben altro e una lama incide spietatamente il corpo della ventiduenne dal naso al collo.
Fuga dell’aggressore, intervento della polizia locale e ricovero per la povera Fatima con certificazione di lesioni gravi tanto più per una donna così giovane.
Assicurato l’energumeno alla giustizia, si è appreso che egli, incredibilmente secondo la percezione comune e non leguleia della realtà, era stato….già arrestato il giorno o addirittura ore prima e, in pratica immediatamente, rimesso in libertà.
La vicenda si presta a considerazioni gravi, politicamente scorrette, e disincantate.
Innanzitutto, il controllo del territorio che sempre più sta sfuggendo alle forze statali, nonostante qualsiasi buona volontà e abnegazione di questo o quel singolo. L’impressionante episodio non è accaduto a una fermata terminale in periferia, tra questo o quel grattacielo di nuovissima costruzione di un quartiere dormitorio, ma nell’assoluto cuore della metropoli lombarda. Il grosso del controllo avviene ormai mediante telecamere che notoriamente, fermano immagini, ma di certo non possono impedire nulla.
Ancora più impressionante è lo scenario veramente “europeo” del misfatto: un musulmano a quanto pare con tendenze estreme e violente infierisce contro una ragazza anch’ella di una nazionalità presumibilmente islamica che, sia pure per un semplice sguardo irrispettoso secondo lui della sua mascolinità, denoterebbe lo scarso “rispetto” della sventurata.
Una situazione da Islamabad o Il Cairo (nei loro peggiori quartieri, beninteso) ormai possibile anche qui da noi, con buona pace dei paladini dell’accoglienza più o meno totale e indiscriminata.
A. Martino













Lascia un commento