LO AVEVAMO DETTO E NE ABBIAMO CONFERMA, LE SARDINE SONO PESCIOLINI BURATTINO DEI POTERI FORTI E DELLA FINANZA GLOBALISTA.

Sulle sardine avevamo capito tutto, e avevamo appreso quel che vi era da apprendere (innanzitutto la vicinanza a Prodi e al suo sodalizio storico ecc.). Cioè, che sono una pura e semplice operazione di maquillage giovanilista del pensierounicismo  globalista, che ha capito che le bandiere di partito sono ormai svilite e poco credibili specie a sinistra : la solita storia della “società civile”. Quindi, vai col “pericolo sovranista e populista”, basta con l’ “odio”, bellaciao e nulla cambi.

Ce lo conferma in modo quasi grottesco e direi, sorprendente persino per me geneticamente scettico verso qualunque parvenza di politicamente corretto, il bacio della pantofola da parte di Mattia Santori ed alcuni “colonnelli” sardinari di fresca nomina nientemeno che a Luciano Benetton e Oliviero Toscani. Questi due signori (tycoon l’ uno, semplicente ricchissimo l’ altro) sono tra i massimi punti di riferimento italiani sia della finanza globalista che della chiesa del Pensiero Unico.  Prevedibilmente, un giornale di area come Libero si è buttato a pesce (…!) appena in possesso della foto (d’ altronde su un banale post di Instagram), e qui di seguito il resoconto sulla sua edizione on line di oggi due febbraio . “…… “Non abbiamo pensato che quella foto sarebbe stata strumentalizzata”, si sono difesi i diretti interessati, Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa e Roberto Morotti oltre allo stesso Santori. L’incontro, spiegano ora, era stato organizzato da Toscani già lo scorso dicembre per farli incontrare con i giovani creativi di Fabrica, il centro di ricerca su immagine e comunicazione di Treviso. Quando si stavano già salutando è arrivato (con tempismo sospetto) il padrone di casa Benetton, “per un saluto“. Peccato che quel saluto sia finito su Instagram, con le quattro sardine sorridenti in due differenti scatti, con i giovani di Fabrica e solo con Benetton e Toscani. Per nulla imbarazzati, pare. Salvo poi capire troppo tardi il guaio combinato.

Ma le coperture nell’ estabilishment globalista degli intraprendenti pesciolini non si fermano qui, in una dimensione in fondo nazionale quindi provinciale specie appunto per un globalista, bensì arrivano persino al sommo pontefice nonché tesoriere di larghissima manica di ogni globalismo, progressismo e nichilismo . Cioè nientemeno che George Soros. Il quale quindi, qui supererebbe sé stesso in fantasia politica, avendo finora sostenuto e finanziato tutte le primavere arabe che vengano in mente, tutte le “rivoluzioni” arancione o di qualunque altro colore; ma in questo caso ultimo qualcosa del genere, però a favore del regime e per intimidire e ostacolare l’opposizione.

Lo ammette nel contesto di una intervista promozionale del suo libro “Democrazia! Elogio della società aperta”  al Corrierone il super magnate di origine magiara, come se col suo patrimonio di 8,3 miliardi di dollari non potesse permettersi una vasta operazione di persuasione all’ acquisto e lettura dell’ ultima sua fatica letteraria : misteri dell’ informazione main stream…

Dice infatti di preferire i movimenti che partono dal basso, come “il fenomeno delle sardine” e quei sindaci che si impegnano contro il cambiamento climatico e a favore delle migrazioni.

Anche il sospetto, già da noi manifestato, di una molto longa manus  dietro le sardine è stato sostanzialmente confermato : le sardine sono solo uno dei tanti sciami sulle rotte dello Squalo.   

A.Martino

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