ROMA CAPITALE DI UN DEGRADO “CINQUE STELLE” E SENZA FONDO. ORMAI, ANCHE UN’ICONA DELLA COMICITA’ RADICAL CHIC LO GRIDA.

La comicità di Massimo Lopez non mi ha mai straordinariamente divertito, già ai tempi del mitico trio Lopez-Marchesini-Solenghi, mi strappava il sorriso più che la risata.

Interpretare personaggi femminili con i suoi baffoni ora baffetti, mi appariva più farsesco e carnevalizio che brillante. E credo nel motto “scherza con i fanti ma lascia stare i santi”. C’è secondo me differenza fra ironia e satira (ridere di qualcosa o qualcuno) e sberleffo (deridere qualcosa o qualcuno). Ma è bene che tutto ciò sia libero, è solo questione di gusti e di sensibilità. Personalmente, apprezzo più Massimo Lopez come cantante, capace di cimentarsi in modo apprezzabilissimo persino in cavalli di battaglia sinatriani quali “New York”.  

A scuotere lo showman dalla sua irriverenza sempre politicamente corretta e a senso unico, dove non riuscirono secolari adagi popolari, è riuscito nientemeno….che un cinghiale, nel quale si è avventurosamente imbattuto. In una gita fuori porta? In una battuta di caccia, ammesso che cacciatore sia? Ma no, semplicemente…andando a depositare la propria immondizia nel cassonetto fuori casa, attività non molto innocua come si possa pensare (anche perché avviene solitamente in ore in cui le vie sono spesso deserte). Ecco cosa l’artista ha scritto ieri (sabato diciotto settembre) su Instagram:

Ieri sera sono stato inseguito da un cinghialesotto casa. Sono andato a buttare l’immondizia al cassonetto e il cinghiale mi puntava e si è messo a correre verso di me perché avevo il sacchetto in mano. Sono scappato e ho lanciato il sacchetto nel cassonetto, ma non entrava perché strabordava di rifiuti che stanno lì da settimane…..“.

Ma l’ira (peraltro legittima, non siamo certo noi a difendere la Raggi e compagni), non finisce qui, anzi sfiora la “mancanza di rispetto per le istituzioni”: cosa ti fa la paura per la pelle propria…! E colpisce il tono, davvero insolito in un personaggio così costituzionalmente ironico. “Aggressioni a signore che escono dal supermercato con la spesa. Bambini con panini in mano attaccati dai gabbiani diventati come avvoltoi. Dove finiremo? Non ce la possiamo prendere certamente con gli animali, ma ce la dobbiamo prendere con quelle bestie che non si occupano di risolvere questo problema, che è grave”……. Le tasse intanto si pagano, sempre. Non so se questo paese rimarrà in balia degli eventi. Poi non ci lamentiamo che dal pipistrello arriva il virus. Qui ci sarà di peggio. Cinghiali, topi, gabbiani. Arriveranno anche i dinosauri e i lupi alle porte di Roma. E’ uno schifo”

Un panorama di Roma indubbiamente apocalittico, forse persino troppo pessimistico. Qualcosa in questi anni è stato pure fatto, a onor del vero: basti pensare alla definitiva, radicale riqualificazione dell’area attorno alla stazione Tiburtina. Ma le poche positività sono assolutamente insufficienti. E’ evidente come la gestione del municipio della “città più bella del mondo” sia al livello di quella di una metropoli di un “paese in via di sviluppo” una volta detto Terzo Mondo.

Ma tanto, l’importante è che questa giunta bellaciao-grillina faccia la guerra a Casa Pound, no? I cinghiali, evidentemente, in una città “antifascista e accogliente” hanno cittadinanza.   

A. Martino

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