RADIO LISSA 38PT: “W IL MILITE IGNOTO, FIGURA INGOMBRANTE CHE CI PRESERVA, NON SI SA ANCORA PER QUANTO, DALLA SCOMPARSA”

Il  4 novembre 2021 è stata una data importantissima in quanto abbiamo celebrato il primo centenario della deposizione del Milite Ignoto presso il Vittoriano, l’Altare della Patria.

Un evento che per noi de l’Ortis, giornale sovranista, irredentista e indipendentista, doveva essere celebrato con maggiore solennità da parte dello Stato Italiano.

Certo, sappiamo molto bene che ciò non sarebbe mai stato possibile grazie al profondo orientamento filoeuropeista sia del Colle che della Presidenza del Consiglio, ma la storia è storia e quando si celebra la Patria o lo si fa in maniera adeguata o è come se non lo si facesse affatto.

Infatti è stata pregevole l’iniziativa di far transitare nuovamente, da Aquileia fino a Roma, lungo il percorso del 1921, il vecchio treno a vapore che trasportò, su un affusto di cannone, la salma del Milite Ignoto, ma il fatto che per il centenario non ci sia stata:

  • Una parata militare lungo la Via dei Fori Imperiali;
  • Una cerimonia d’omaggio che abbia coinvolto non solo le autorità ma anche tutta la popolazione dell’urbe;
  • Una trasmissione in diretta, a reti unificate, dell’evento;

è qualcosa vi veramente esecrabile.

Oggi, data la nostra adesione all’Unione Europea, lo storytelling ufficiale è quello di considerare il Primo Conflitto Mondiale come una Guerra inutile che ha falcidiato centinaia di migliaia di vite di giovani italiani per conquistare pochi sassi, invece non è così!

La I Guerra Mondiale fu fortemente voluta da Vittorio Emanuele III per completare il processo di unificazione risorgimentale, cioè riportare nel seno della Patria quelle terre, quelle genti, che per quasi mille anni erano state dominate da Stati italiani, che parlavano lingue romaze, come il veneto e condividevano con l’Italia strutture religiose, usi e costumi, ma che nonostante tutto ciò, ora erano nel possesso di potenze straniere.

Certo la Guerra fu tremenda, e molti contadini che furono chiamati alle armi non avevano ancora ben chiaro perché dovessero combattere, ma nonostante tutto ciò l’esercito italiano si distinse per atti di eroismo e fu capace, come per miracolo, dopo Caporetto, di ricacciare indietro “quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo (il quale ora risaliva) in disordine e senza speranza le valli che aveva disceso (precedentemente) con orgogliosa sicurezza”.

Ecco quel milite – scelto dalla povera Maria Bergamas, madre triestina, quindi irredenta, che aveva perso, come tante altre, il proprio figlio in battaglia – rappresentava plasticamente proprio il sacrificio di quei contadini senza i quali la vittoria non sarebbe stata possibile e per i quali, il Re, all’epoca, concesse il diritto di voto mettendo dunque, quei poveri analfabeti, ma grandi nel coraggio, alla pari dei ricchi possidenti e degli uomini di cultura che fino a poco tempo prima reclamavano solo per se il diritto al voto.

Questo gesto si è ripetuto poi in un secondo momento alla fine della seconda Guerra Mondiale, quando, in omaggio alla lotta delle donne, si concesse il diritto di voto anche a queste ultime.

Si, perché le Nazioni, la Democrazia, gli Stati, nascono dal sacrificio dei martiri, non dagli accordi siglati nelle segrete stanze dopo laudi banchetti.

È questo che ci insegna e ci ricorda il milite ignoto, non l’aberrazione della Guerra, né l’esaltazione della cooperazione internazionale o della solidarietà … il milite ignoto ci parla di estremo sacrificio, di qualcosa che va al di là della mera logica di sopravvivenza e che sfiora il mistico.

È indubbiamente una fede laica, una fede che, calata nell’attualità dovrebbe farci disprezzare l’Unione Europea ed ogni altra organizzazione che tenda a liquefare e a svendere il nostro Paese.

Ironia della sorte guadate cosa è successo proprio poche ore dopo la celebrazione del 4 novembre: l’Europa ha nuovamente buttato la maschera.

Infatti in nome del rispetto delle riforme che Bruxelles ci ha chiesto di effettuare l’UE si prepara a sanzionare l’Italia per non aver ancora:

Certo! Secondo lor signori dovremmo regalare tutto ai grandi gruppi internazionali …

Ma se ciò non è avvenuto non è certo perché Draghi si è scoperto di colpo sovranista quanto perché – dopo l’elezione di quest’ultimo al Quirinale, come da noi tra l’altro, già più volte e per primo, detto – si tornerà alle urne e SuperMario vuole evitare che le forze sovraniste che oggi sono al di fuori del Parlamento tali rimangano per i prossimi 5 anni, ergo non bisogna dare la stura all’opposizione exrtraparlamentare.

Riguardo poi il problema dell’inquinamento, della tracotanza della Cina e della deindustrializzazione del nostro Paese, la questione non cambia: anche in questo caso il Milite Ignoto dovrebbe essere la nostra Stella Polare. E dunque qual’è l’insegnamento, la direttiva che dovrebbe venirci dal Vittoriano?

Semplice: TORNARE A FARE DA SOLI, A CASA NOSTRA, LE COSE CHE SAPPIAMO FARE E CHE POSSIAMO FARE!

Nazionalizzare i settori chiave e riaprire in barba all’UE le miniere e le acciaierie.

La Whirpool se ne va???

No problem!

In passato siamo stati uno dei primi Paesi al mondo per produzione di lavatrici … e non è che stiamo parlando di produrre una navicella spaziale! … la domanda di questo manufatto in Italia c’è … vuol dire che torneremo a produrli noi vietando la vendita di tutti gli altri prodotti all’estero … semplice.

Stessa cosa dicasi per i televisori … non credo che siamo in grado di produrli …

Certo, fin quando siamo all’interno dell’Unione Europa non potremo mai fare una cosa simile … ergo … bisogna uscire?

Ed allora cosa aspettiamo???!!!

Viva l’Italia! Viva il Milite Ignoto!

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